Impianti LOW COST (o NO NAME come preferisco chiamarli)

Questa settimana vorrei parlare di un’altra situazione che spesso mi trovo a dover affrontare nei miei studi dentistici. Spesso mi contattano i pazienti che nel passato si sono già sottoposti all’intervento d’implantologia dentale in un altro studio dentistico ed ora vorrebbero finire l’intervento con monconi e corone.

Uno di questi casi mi ha spinto a scrivere questo post blog nel quale vi vorrei parlare degli impianti dentali comunemente chiamati NO NAME oppure LOW COST.
Se leggerete questo testo fino alla fine, capirete perché evito di chiamarli impianti dentali LOW COST – a conti fatti ed interventi finiti loro si dimostrano sempre come la soluzione più costosa!

Esempio n.2
Il paziente vorrebbe i denti “solo” in basso a destra.
Già a prima vista, ogni “esperto” con un pò d’esperienza vede che questi impianti hanno la struttura troppo serpeggiante e sono più simili a delle viti per appendere un quadro, che ad un impianto dentale (tutti gli impianti moderni fatti negli ultimi dieci anni hanno un aspetto molto diverso e ci sono un sacco di ragioni per questo!). L’impianto dentale in foto è inoltre sprovvisto di moncone. Il dentista che l’ha inserito deve aver spiegato questa mancanza come un vantaggio per il paziente dicendo che “senza il costo aggiuntivo di un moncone il prezzo si abbassa”.
In realtà, scegliendo di evitare il moncone si evita l’adattamento della sovrastruttura su ogni singolo impianto inserito.

I monconi sono importanti? Assolutamente si!
Se per esempio la mucosa orale ha uno spessore di 1 mm o di 4mm o è “morbida” e non “dura”, il dentista deve scegliere quale sarà il moncone che assicurerà la durata e la funzionalità dell’intervento eseguito. In questo caso, lo stesso moncone non potrà mai essere cambiato ma sarà necessario rimuovere l’intero impianto. Tutto quello comporterebbe, oltre ad un prezzo elevato, un inutile sofferenza al paziente.

In questo caso particolare, vediamo che è stato inserito un impianto di troppo (quello centrale). Non è difficile indovinare di chi era quest’idea, vero? Questa scelta del dentista precedente ha però causato il riassorbimento osseo tra gli impianti rendendo visibile quella brutta striscia di metallo sotto i denti in ceramica.

Purtroppo questa situazione non mi lascia spazio per molte soluzioni. La scelta è tra il decidere di non fare l’intervento evitando di assumersi la responsabilità per gli errori altrui oppure di togliere gli impianti esistenti e mettere tutto a nuovo.
Abbiamo poi deciso, insieme al paziente, di togliere il tutto mettere due impianti Straumann e fare 3 nuovi denti in ceramica.

Va detto che questo era un caso quasi ideale, il tessuto osseo e gengivale erano sani e di ottimo spessore.

Spesso i pazienti ritengono che un maggior numero di impianti inseriti sia più sicuro e garantisca una maggiore durata e resistenza. Questo è solo un esempio che dimostra che purtroppo non è così, ma affronteremo questo argomento più dettagliatamente nel prossimo post blog.

drmartinko